(4-4-2): Mancini, Saber (38' st
Bonomi), Caruso, Troise, Jankulovski, Ametrano, Vidigal, Magoni
(8' st Rastelli), Montezine (27' st Bocchetti), Stellone, Sesa
(33 Roccati, 5 Luppi, 24 Graffiedi, 18 Floro Flores). Allenatore:
De Canio.
PALERMO (4-4-2): Sicignano, Montalbano, Chionna, Marco Aurelio, Guerra, Furiani (32' st Brienza), Di Donato, Amerini (33' st Cappioli), Bombardini, Guidoni (37' pt Ferri), La Grotteria (12 Aprile, 13 Lanzarro, 6 Valoti, 17 Longo). Allenatore: Mutti.
Arbitro:
Messina di Bergamo.
Angoli:
1' e 4'
Recupero:
3-1 per il Palermo
Ammoniti:
Saber, Caruso, Jankulovski, Troise, Magoni, Guerra e Guidoni
per gioco falloso; Ametrano, Stellone, La Grotteria per proteste;
Espulsi:
43' pt Marco Aurelio per fallo da ultimo uomo; 37' st Ferri
per fallo a gioco fermo;
Spettatori:
spettatori: 5.000 circa.
Cronaca:
Benevento, 3 dicembre 2001
Di tutto. E di più. Cinque gol, un palo, una serie infinita di occasioni da rete, undici ammoniti, due espulsi. Cosa chiedere di più? Di più, il Palermo avrebbe voluto quel golletto che tutto sommato meritava. Di più, il Napoli non può davvero chiedere. Primo successo interno della stagione dopo una sconfitta e quattro pareggi, ritorno alla vittoria e rilancio in classifica. Fosse stato un incontro di pugilato, il verdetto sarebbe stato unanime: pari. Alla fine, il Napoli festeggia i tre punti grazie ad un paio di episodi favorevoli.
E nel mezzo, per restare in tema domenicale,
c'è anche qualche valutazione di Messina non condivisa
da tutti. Mutti va giù duro a fine partita ("Stavolta
mi arrabbio sul serio, non è giusto perdere una partita
così"), in particolare per l'ammonizione di Caruso
per fallo su Bombardini, mentre tira fuori il rosso quando
Marco Aurelio ferma Stellone lanciato verso la porta.
Il fallo c'è tutto, l'occasione da rete anche, l'espulsione
è sacrosanta. Ma Messina non punisce con la stessa sanzione
l' intervento di Caruso. La situazione di gioco è
la stessa, il cartellino ha un altro colore: giallo. Gialla come
la rabbia dei siciliani quando Montalbano interviene da
dietro su Sesa. L'attaccante del Napoli, al rientro dal
primo minuto dopo otto giornate, cade a terra lasciando qualche
dubbio sull'avvenuto contatto con l'avversario. A mio parere Sesa
è stato toccato sul piede dal braccio del difensore
entrato in scivolata, provocando lo sbilanciamento nella corsa
dell'attaccante lanciato a rete.
Per Messina è rigore e Stellone non si fa pregare
due volte e spiazza Sicignano. Possono due episodi decidere
una partita? Sì. Soprattutto se la partita è Napoli-Palermo.
Ovvero, la squadra con il peggiore attacco interno del campionato
(due gol segnati in casa) che sfida la formazione con la peggior
difesa versione trasferta (15 reti subite). Nessun vuol perdere.
Soprattutto il Napoli. E quando De Canio presenta l'undici,
l'intenzione è chiara. 4-4-2 con Jankulovski nell'inedita
posizione di difensore di fascia sinistra e Montezine sulla
stessa corsia. Lo squilibrio tattico si manifesta subito.
Il Palermo passa subito con Guidoni (4°) lesto a sfruttare un'indecisione proprio del centrocampista ceco che scala in ritardo sul fuorigioco e lascia spazio all'incursione di Furiani. Per l'ex attaccante della Salernitana è un gioco da ragazzi battere Mancini da due passi. Quando Vidigal cinque minuti più tardi firma la sua prima rete in maglia azzurra, il Napoli crede erroneamente di aver ripreso la gara in mano. Errore fatale, perché il Palermo rimette subito la freccia con Amerini. A quel punto vengono fuori tutti i limiti delle due squadre. Quelli del Napoli, che senza un uomo d'ordine a centrocampo si affida alle giocate di Montezine sulla sinistra e al gran movimento in attacco di Sesa. E quelli difensivi del Palermo, che regalano a Stellone due chiare palle gol su cui Sicignano si fa trovare pronto.
La formazione siciliana, comunque, dal
centrocampo in su fa vedere tutte le cose migliori. La
Grotteria è un ariete che da solo si porta a spasso
mezza difesa, Bombardini fa capire perché i grandi
club hanno messo gli occhi su di lui. Il rosso che regala l'uomo
in più al Napoli serve solo da zuccherino all'amarezza
che prova Sesa quando allo scadere del primo tempo vede
un suo calcio di punizione stamparsi sul palo a portiere battuto.
Bravo e sfortunato, ma lo svizzero non demerita. Fortunato, il
Napoli lo è al secondo giro di lancette della ripresa.
Sicignano la combina grossa, Stellone ringrazia.
Poi il fallo da rigore a rovinare la festa al Palermo. Quella
del Napoli può cominciare. Il futuro, visto dalla classifica,
è un po' più sereno.
P. |
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